ORIMI STORY

Orìmi, dal giapponese antico "Grande Stella di Giada" o "Colei che sussurrava agli squali", date le molteplici interpretazioni.
Una pittura rupestre del periodo pre Jòmon, più di 70.000 anni fa, ritrae una ragazza ninja mentre sgattaiola sui tetti del Palazzo Imperiale di Noritò, lasciando bianchi gigli al suo passaggio.

Gli studiosi non ebbero risposta sul perchè una donna a quei tempi fosse ammessa tra le fila degli invincibili ninja, finchè non fu ritrovata un'antica pergamena recante un brano. La favola narrava di una Principessa unica erede al trono in una società patriarcale, che venne condannata alla prigionia dallo zio Mongolo Ti-Shan II -insediatosi con l'inganno alla corte imperiale- e rinchiusa sulla leggendaria Torre dell'Indicibile Vergogna.

In una notte di luna piena riuscì ad evadere, decise di tagliare i suoi lunghissimi capelli neri e di vivere sotto mentite spoglie come fioraia ai piedi del vicino Monte Bu'e. Ma di notte cercava giustizia e imparò le tecniche ninja dal Grande Maestro Ataka Omori, difendendo il suo amato popolo dalle insidie dei nemici e soprattutto dalle ingiustizie compiute dal sovrano illegittimo che la spodestò.

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